Prima di addentrarci nella spiegazione di come un condizionatore portatile funziona, diciamo che per chi volesse approfondire tutti gli altri aspetti del condizionatore portatile può farlo consultando l'articolo come scegliere un condizionatore portatile. In questo articolo ci soffermeremo sugli aspetti pratici che si riscontrano nel suo utilizzo al fine di poterci rendere conto, prima del suo acquisto, di cosa sarà necessario fare praticamente per utilizzarlo.
Per spiegare i climatizzatori portatili come funzionano è necessario come prima cosa indicare i componenti principali che ci sono al suo interno e che gli consentono di poter funzionare:
1) Compressore;
2) Circuito frigorifero;
3) Condensatore;
4) Evaporatore;
5) Gas refrigerante;
6) Ventole.
Il condizionatore portatile anche se può sembrare scontato, funziona con la corrente elettrica, come tutti gli altri elettrodomestici. Si dice spesso che funzioni a gas, il che, il senso lato è vero, ma il gas serve per far funzionare lo scambio termico e consentirgli di mandare aria fredda o calda a seconda se si tratti di un solo freddo o di un pompa di calore. Il condizionatore portatile funziona con la corrente! Ma vediamo cosa accade nel momento in cui il condizionatore portatile viene messo in funzione.
Il cuore del condizionatore portatile è il compressore che nel momento in cui entra in funzione, esegue una compressione del liquido refrigerante che subisce un forte surriscaldamento: circa 80°C diventando gas. La compressione spinge il gas all'interno del circuito frigorifero fino ad arrivare al condensatore, dove un ventilatore soffiandoci sopra dell'aria lo raffredda parzialmente ed al contempo ne permette la cessione di calore verso l'esterno. Per intenderci avviene tramite il tubo condizionatore portatile che si infila nella parte posteriore. Ci stiamo riferendo ad un climatizzatore portatile senza unità esterna. La corsa del gas, che per effetto del raffreddamento è cambiato di forma diventando liquido, continua all'interno del circuito fino a raggiungere un capillare. Per intenderci deve passare attraverso un buco piccolissimo. Il passaggio genera un effetto nebulizzante sul liquido, che possiamo ad esempio paragonare a ciò che avviene quando da uno spruzzino, il liquido che è all'interno del flacone, passa dal beccuccio. In questo passaggio il gas liquido già freddo scende ancora di temperatura fino ad arriva circa a 5°C. Continua il suo percorso fino ad attraversare l'evaporatore: quella parte in alluminio che si trova sotto la bocchetta di uscita dell'aria. In questo passaggio avvengono due cose, la ventola soffiandoci su spinge aria fredda nella stanza ed allo stesso tempo l'aria calda che si trova nella stanza viene a contatto con esso che ne assorbe il calore. Il liquido continua il percorso tornando all'interno del compressore da dove riparte per un altro giro.
Nel caso in cui il condizionatore portatile sia dotato della pompa di calore il funzionamento avviene allo stesso modo ma il percorso del liquido refrigerante viene invertito. Il compressore spinge il gas verso l'evaporatore, la parte in alluminio del circuito refrigerante posta sotto la bocchetta frontale di uscita dell'aria, dove arriva molto caldo: circa 80°C. La ventola soffiandoci sopra trascina con se parte del calore mandandolo nella stanza, allo stesso tempo il contatto con l'aria fredda della stanza fa abbassare la temperatura del gas che trasformandosi in liquido si raffredda, giunge e passa dal capillare dal quale esce nebulizzato e freddo. Giunge sul condensatore da dove la ventola spinge parte del freddo all'esterno grazie al tubo di uscita dell'aria. Il percorso continua giungendo al compressore dal quale parte un nuovo giro.
Il funzionamento del condizionatore portatile ad acqua, che rientra sempre nella tipologia del monoblocco è esattamente la medesima. Si aggiunge l'impiego dell'acqua, nel regime di raffreddamento, solo nel momento in cui viene riempito l'apposito contenitore e nel caso impostato la modalità di funzionamento super freddo. Oltre alla ventilazione che c'è sempre, l'acqua viene fatta passare sul condensatore per diminuire ulteriormente la temperatura del gas refrigerante. L'acqua che viene inserita nel contenitore viene utilizzata ciclicamente, nel senso che una volta fatta passare sul condensatore viene nuovamente recuperata nel vano. Questo comporta che dopo un serie di passaggi la sua temperatura aumenta e conseguentemente dopo alcune ore non è più in grado di assorbire calore o se lo è non lo assorbe più come nel momento in cui è stata introdotta. Dopo delle ore toccando il contenitore possiamo riscontrare che l'acqua è divenuta calda. Per mantenere costante l'efficienza del super freddo è necessario svuotare il contenitore dall'acqua calda ed inserirne di nuova a temperatura ambiente.
Il funzionamento del condizionatore portatile split, che possiamo anche definire condizionatore portatile con unità esterna, è esattamente quello che abbiamo descritto per il monoblocco con la sola differenza che mentre quest'ultimo ha, in unico blocco, inserito il condensatore e l'evaporatore, nel condizionatore portatile split, i due elementi sono collegati tramite dei tubi in rame, ma fisicamente staccati. La parte che resta all'interno della stanza è l'evaporatore mentre la parte che si deve posizionare fuori, che viene indicata generalmente come il nome di motore, è il condensatore.
Il condizionatore portatile non necessita di nessuna una installazione tecnica è subito pronto ad essere impiegato. Come unica accortezza è necessario attendere alcune ore prima di metterlo in funzione se è stato trasportato coricato e per un lungo tempo. Non c'è installazione tuttavia è necessario fissare il tubo di espulsione dell'aria o nel caso di split portatile il condensatore all'esterno.
Con il monoblocco è necessario agganciare sul retro del climatizzatore un tubo in gomma snodabile. Solitamente ha un diametro che va dai 10 ai 15 cm e nella parte finale termina con un restringimento, mentre la sua lunghezza si aggira intorno ad 1 metro e mezzo. Il tubo di evacuazione dell’aria va posizionato tra i battenti degli infissi, sotto le tapparelle o può anche essere praticato un foro al vetro. In dotazione c’è un apposito adattatore dotato di tappo, che si inserisce nel foro praticato al vetro, ed a fine periodo di utilizzo, una volta estratto il tubo, può essere chiuso con il tappo in dotazione. In alcuni modelli si può trovare in dotazione un apposito kit, formato da una striscia in plastica allungabile oltre il metro, con un’altezza intorno ai 10 cm, predisposta per l’incastro della parte finale del tubo, che può essere infilata in basso nelle guide delle tapparelle. In questo modo non c’è bisogno di praticare nessun foro o di lasciare leggermente aperti le persiane della finestra, evitando la dispersione di aria fredda.
Nello split portatile il motore collegato al mobile interno, funziona esattamente come nel fisso, e deve essere pertanto posizionato all’esterno dell’ambiente. In questo caso è importante la presenza di un terrazzo per avere agio nel suo posizionamento. In alcuni modelli in dotazione vengono fornite delle staffe e una catenella per il fissaggio sotto una finestra, anche se la posizione risulta essere poco pratica.
Le funzioni per entrambi i tipi di condizionatore portatile sono: la ventilazione, il raffreddamento e la deumidificazione. Ad esse si può aggiungere quella del riscaldamento se è presente la pompa di calore. Attualmente sono commercializzati sia condizionatori monoblocco che split portatili con la pompa di calore.
Questa è una domanda che spesso ci siamo sentiti rivolgere e la risposta in senso assoluto è si funzionano, però c'è da dire che in confronto ad un condizionatore fisso hanno certamente una marcia in meno! A parità di potenza in kw o btu la sua resa è inferiore, la diffusione dell’aria non avviene in modo omogeneo, come per un fisso, infatti la propagazione parte dal basso, con il getto orientato frontalmente o verso l’alto e che si limita a diffonderla nelle sue immediate vicinanze. Una diffusione dell’aria omogenea si ottiene con una propagazione dell'aria dall'alto (clima fisso) ed un getto orizzontale lungo, per permettere una caduta della stessa in tutto l’ambiente in maniera uniforme.
La ventola è di dimensioni maggiori, in quanto deve il più possibile spingere l’aria fredda verso l’alto, che per la sua maggiore pesantezza rispetto alla calda tende a stratificare verso il basso. Una ventilazione bassa comporterebbe una stratificazione molto più veloce dell’aria fredda nella parte bassa, con un conseguente rallentamento o spegnimento del climatizzatore per via del rilevamento del termostato, della temperatura impostata. Le dimensioni della ventola sono così abbastanza grandi, per consentire una migliore propagazione dell’aria, allo stesso tempo le dimensioni generano una maggiore rumorosità. Il consumo energetico è solitamente più alto rispetto ad un fisso, anche il costo, paragonato ad un fisso di uguale potenza termica in pompa di calore, è più alto.
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