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I climatizzatori inverter non sono tutti uguali, analizziamo le diverse tecnologie utilizzate AC e DC.
 
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La scelta di un climatizzatore inverter passa attraverso l’individuazione e la comprensione della tecnologia impiegata, identificata da due sigle, dietro le quali c’è molta differenza nel funzionamento e nelle componenti ipiegate.

Approfondendo il concetto generale di tecnologia inverter sul climatizzatore, ovvero la sua capacità di agire in modo continuo e costante regolando la velocità di rotazione del motore, in base alla temperatura esterna e a quella impostata sul telecomando, bisogna dire che ci sono sostanziali differenza anche tra i vari climatizzatori dotati di questa tecnologia. Il sistema inverter utilizzato può essere di diverso tipo, possiamo dedurlo andando a leggere le specifiche tecniche riportate sui cataloghi dei vari produttori.

Leggendo le varie caratteristiche ci troviamo di fronte a delle sigle, che ne identificano delle qualità specifiche, ma che la maggior parte delle volte non prendiamo in considerazione ignorandone il significato. Un climatizzatore inverter può essere dotato di una tecnologia AC o DC.

La differenza tra le due tecnologie è anche causa di una differenza di prezzo, che può giustificare, in alcuni casi, anche se non è la sola causa, il perché due climatizzatori di pari potenza ed entrambi inverter abbiano un prezzo diverso.Un climatizzatore inverter AC ha al suo interno un motore, di tipo asincrono, che funziona a corrente alternata, gestita da  un controllo definito PWM (pulse with modulation) che modula l’ampiezza di impulso praticando una doppia conversione di frequenza da AC (corrente alternata) ad DC (corrente continua) e nuovamente ad AC (corrente alternata). Il circuito convertitore è chiaramente a corrente alternata e la fase di espansione del gas refrigerante avviene con passaggio attraverso il capillare di espansione.

Un climatizzatore inverter DC ha un motore a magneti permanenti, capace di accumulare energia garantendo bassissimo rumore ed una efficienza superore al motore AC. In questo caso la conversione della corrente alternata viene effettuata una sola volta e convertita in corrente continua e controllata digitalmente dal circuito di conversione con una altissima precisione. L’espansione del gas avviene tramite una valvola di espansione elettronica.

Ancora troviamo alcune volte la sigla PAM (pulse amplitude modulation) è una funzione che assicura l’erogazione della potenza necessaria per il raggiungimento rapido della temperatura impostata.

I climatizzatori inverter non sono quindi tutti uguali, la tecnologia DC, sicuramente più costosa è garanzia di un funzionamento migliore della macchina, con una conseguente ottimizzazione dei consumi energetici e una notevole diminuzione di rumorosità.

Articolo aggiornato: venerdì 8 marzo 2019

articoli sul tema:
 
 
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Un dato sul quale molte volte, nella scelta di un climatizzatore, ci si sofferma molto poco, ma che ha una rilevanza molto importante per una buona qualità dell’aria in tutto il periodo dell’anno, ed in particolare in quello più caldo, è la portata d’aria.

Pubblicato:
martedì 2 aprile 2013
 
 
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Come è risaputo un condizionatore d’aria fisso, quindi parliamo degli split da parete, anche se i concetti che andremo ad esprimere possono riguardare anche altre tipologie di impianti, espellono acqua durante il loro funzionamento. Tale condizione è del tutto normale e deve verificarsi in modo regolare, altrimenti ci può essere qualcosa che non funziona correttamente.

Pubblicato:
giovedì 18 febbraio 2016
 
 
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Installare un climatizzatore in fai da te non è possibile a meno che non si possiedano attrezzature e competenze tecniche necessarie. L’opera di installazione di un climatizzatore, così in generale e in maniera superficiale consiste nel collegare l’unità interna a quella esterna. Non c’è necessità, come alcune volte si pensa, di dover immettere del gas nel circuito frigorifero in quanto è già di fabbrica caricato del gas necessario per il suo funzionamento.

Pubblicato:
domenica 5 dicembre 2010
 
 
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Un climatizzatore, nella forma tradizionale si compone di due unità, quella interna e quella esterna.

Pubblicato:
lunedì 7 maggio 2012
 
 
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Il consumo dei climatizzatori d’aria incide in modo considerevole sul consumo globale di energia elettrica, pertanto il bisogno di ottimizzare o meglio, di ridurre i consumi energetici del mondo, ha spinto il legislatore ha rivedere la normativa che regolamenta l’energy label dei climatizzatori, al fine di rendere il più evidente possibile il consumo di ogni singolo prodotto ed indurre all’acquisto di modelli sempre più a basso assorbimento elettrico.

Pubblicato:
venerdì 9 novembre 2012
 
 
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In un'altra articolo abbiamo affrontato l’argomento inerente al limite di riscaldamento di un condizionatore durante il periodo invernale. In questa stesura ci occupiamo invece del suo limite nel mandare aria calda nella mezza stagione.

Pubblicato:
venerdì 12 maggio 2017
 
 
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Prima dell’entrata in vigore della nuova regolamentazione energetica, per i condizionatori d’aria split, il calcolo della classe di efficienza veniva effettuato senza tenere in considerazioni la modulazione della potenza (climatizzatore inverter) e la temperatura esterna ed interna dell’area geografica di installazione del condizionatore.

Pubblicato:
lunedì 28 aprile 2014
 
 
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Abbiamo già parlato di anomalie di carattere generale che i diversi impianti di condizionatori fissi dei differenti produttori possono manifestare, ma nello specifico di ogni produttore ed addirittura in alcuni casi differenziandosi per modello, ci sono dei codici specifici per ognuno di loro, che vengono restituiti sul display o sul telecomando per comunicarne il difetto.

Pubblicato:
venerdì 19 giugno 2015
 
 
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In linea generale il dimensionamento di un impianto di climatizzazione consiste nell’identificare la potenza termica di cui necessita l’ambiente, in cui deve essere installato, per essere climatizzato.

Pubblicato:
giovedì 29 agosto 2013
 
 
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Qlima è il nuovo marchio della Zibro, azienda abbastanza conosciuta nel settore degli elettrodomestici con le stufe a combustibile liquido, che per il raffrescamento estivo propone due linee di condizionatori portatili.

Pubblicato:
mercoledì 11 marzo 2015
 
 
commenti:
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Andrea da Napoli giorno 08/03/2019
Ma nel caso dell'inverter DC, non si dovrebbe parlare di raddrizzatore di tensione? L'inverter per definizione è l'apparecchio che converte da DC ad AC, il raddrizzatore invece fa l'opposto. In ogni caso sapete dirmi che tipo di inverter (AC o DC) montano i Samsung AR12NXWSAURNEU? E sapete dove posso trovare informazioni tecniche sui motori asincroni che vengono progettati per questi climatizzatori Samsung?
 
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Buongiorno Andrea, purtroppo sono informazioni che non vengono rilasciati da Samsung, pertanto non ho modo di aiutarti. Ad ogni modo se scopri qualcosa e vorrai condividerlo, potrai essere di aiuto ad altri consumatori.
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Salvatore da Salerno giorno 29/08/2013
Buongiorno, ho letto le caratteristiche del condizionatore Miros dell’ Ariston, con tecnologia inverter 2d. Da quanto letto, per questi modelli, il solo motore della ventola interna è alimentato in ac e non in dc, dal punto di vista pratico, ciò cosa comporta (intendo rispetto ad un inverter 3d)? Gli inverter di altre marche che tipo di controllo hanno per le ventole? Ac o dc?
 
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Buongiorno Salvatore, la differenza tra il 2d ed il 3d di Ariston è che nel primo caso viene modulata la frequenza del compressore e la velocità della ventola esterna, mentre nel secondo viene controllata anche velocità della ventola interna. Quindi la tecnologia 3d permette una maggiore ottimizzazione del funzionamento e dei consumi del climatizzatore. Ogni marca può utilizzare una ventola di tipo AC o DC a seconda del modello di climatizzatore, quindi da verificare per ogni modello.
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Leo da Firenze giorno 20/07/2013
Salve, con la giusta quantità di gas ora il mio trial Comfee va alla perfezione. Ecco la mia domanda: all'acquisto lo vendevano con unità esterna di 21000btu e tre attacchi per altrettanti split, ma di split nella confezione ne davano solo due, uno da 21000 btu e l'altro da 9000. Da parte ho comprato il terzo, sempre da 9000. Posso tenerli accesi sia in raffrescamento che in riscaldamento tutti e tre in contemporanea? Sforzo l'unità esterna con rischio di danno? Ho un calo di resa? Grazie.
 
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Buongiorno Leo, se l’impianto che hai acquistato è progettato per i due split che erano in dotazione all’acquisto più il terzo che hai aggiunto, quindi da scheda tecnica compatibile, i tre split possono funzionare contemporaneamente in freddo ed in caldo. Nessun rischio di danno o sforzo per il motore, c’è solo un calo nella resa di ogni split, in quanto i 21000 btu/h del motore si devono dividere per i tre split, in una proporzione che puoi trovare indicata sulla scheda tecnica di detto impianto. Anche nel caso dell’utilizzo dei due soli split iniziali, la potenza, se in funzione entrambi, è ripartita.
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Leo da Empoli giorno 02/12/2012
Salve, ho un trial della comfee 12000+9000+9000 dc inverter. In raffreddamento vanno benissimo. In pompa di calore, innanzitutto nessuno dei tre mi permette di regolare la velocità della ventola dell'aria che esce dallo split, che è impostata al minimo e di tanto in tanto aumenta. Poi l'aria calda esce per un po’ per poi ritornare tiepida. E' normale questo funzionamento?
Grazie della cortese risposta.
 
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Buongiorno Leo, il funzionamento è “normale” nel senso che ogni climatizzatore ha delle prestazioni e dei limiti di funzionamento in regime di riscaldamento. Succede infatti che con il freddo, il gas refrigerante che c’è nel circuito, tende a ghiacciarsi, quindi ad un momento iniziale in cui tutto funziona regolarmente, con la mandata di aria calda, subentra lo sbrinamento del circuito esterno, per impedirne il congelamento totale, e l’aria che esce e tiepida o anche fredda. Verifica i limiti di temperatura del tuo clima, sulla scheda tecnica per sincerarti ma credo che il problema è questo, e non ci puoi fare nulla. Non tutti i clima funzionano così, alcuni di marche buone funzionano tranquillamente anche fino a – 15°C. La velocità di ventilazione è solitamente regolabile, anche qui una limitazione.

Con il trial Comfee ho risolto chiamando il tecnico, che ha rifatto la carica di gas andata in riduzione causa perdita in cartella. La velocità in pompa di calore dal predefinito lento va subito alla max velocità, se impostata, in quanto è il calore che sblocca la velocità di ventola dello split. Ho notato che se accendo due split in contemporanea il calore diminuisce rispetto ad uno solo acceso. È normale, o ci voleva più gas? Premetto che il percorso motore split è lunghetto. Comunque il tecnico mi ha detto di aver calcolato del gas in più proprio per sopperire alla lunghezza. Lei come vede questo abbassamento di calore con 2 split in contemporanea?

L'abbassamento di calore potrebbe dipendere da una quantità di gas non sufficiente, ma ne dubito perché il tecnico ti ha aggiunto facendo i calcoli il gas necessario a sopperire alla distanza che c'è tra il motore e gli split. Il problema secondo me, però per esserne certi dovresti avere le caratteristiche del clima, il modello e la scheda tecnica, ha un motori non pari alla potenza degli split. Mi spiego, solitamente nella maggior parte dei trial e multi in generale, la somma della potenza degli split non è pari alla potenza del motore. Nel tuo caso dovresti avere una macchina esterna di 30000 btu/h, ma solitamente questo non succede, così con questa combinazione magari hai un 18000 btu/h esterno e quando accendi una macchina tutto è ok, ma quando ne accendi due o tre, la potenza si ripartisce equamente, quindi lo split di 12000 btu/h, diventa di 9000 btu/h, se ne accendi due e ancor di meno se ne accendi tre.

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Massimo da Cascina giorno 17/08/2012
Chiedo gentilmente: se imposto sul telecomando del mio condizionatore inverter la temperatura 20 gradi con temperatura ambiente 29 gradi, l'aria che esce dallo split è più fredda di quella che uscirebbe se io impostassi sul telecomando 26 gradi?
Grazie.
 
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Ciao Massimo, se imposti una temperatura più bassa l’aria esce più fredda, non ti consiglio tuttavia una differenza così notevole tra la temperatura ambiente e quella impostata. Pochi gradi di differenza bastano ad abbassare la temperatura, ma soprattutto a consentire una corretta deumidificazione dell’ambiente e conseguentemente una condizione di benessere fisico anche ad una temperatura più alta. Dal punto di vista del consumo, una temperatura più bassa comporta, soprattutto nell’inverter un lavoro a regimi più alti con assorbimenti maggiori.
 
 
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