Qual'é il modo giusto di effettuare la climatizzazione ed i fattori da tenere in considerazione
La climatizzazione deve essere intesa ambiente per ambiente, nel senso che se abbiamo necessità di climatizzare un appartamento, dovremmo montare tanti split per quanto sono le stanze che abitiamo e comunque abbiamo necessità di climatizzare.
Non è una buona regola installare un solo climatizzatore e pretendere di climatizzare più ambienti. Ogni stanza necessita di un climatizzatore dotato della potenza termica in raffreddamento ed in riscaldamento, attenzione che sono diverse, adatte a contrastare il carico termico di quel determinato ambiente, nel periodo estivo ed in quello invernale o mezza stagione.
Come per quando si effettua un calcolo, per stabilire quanto elementi radianti siano necessari per la formazione dei termosifoni da piazzare nei diversi ambienti, in base al volume di ognuno di loro, così bisogna fare con i climatizzatori.
Installare un solo climatizzatore, per coprire più ambienti, e come se mettessimo un solo termosifone in una stanza e pretendere di riscaldare tutte le altre. L’aria, sia essa calda che fredda, non tende a circolare nei vari ambienti, ma rimane localizzata pressoché nell’ambiente in cui viene prodotta.
Decidendo comunque di far installare un solo climatizzatore per più ambienti, ci troveremo in una situazione, che anche da un punto di vista del dimensionamento diventa poco lineare, per non dire del tutto irragionevole.
Simuliamo una situazione, prendendo ad esempio la necessità di climatizzare tre ambienti la cui superficie complessiva è di 50 metri quadrati per un’altezza di 2,70 metri. Correttamente dovremmo installare 3 split, ognuno dei quali deve avere una potenza rapportata all’ambiente. Nell’ipotesi in cui procedessimo con l’installazione di un solo split, per tutti gli ambienti, avendo i climatizzatori potenze diverse, ognuna delle quali è in grado di coprire ambienti di diversa grandezza, dovremmo installarne uno, approssimativamente, con una potenza di 18000 btu/h.
Conseguenza pratica sarà quella di avere un ambiente, quello dove è applicato lo split, gelato nel giro di pochi minuti ed allo stesso tempo non deumidificato in modo uniforme, le altre stanze avranno beneficiato poco dell’aria fresca in quanto, dopo qualche decina di minuti di funzionamento, l’ambiente principale avrà raggiunto i gradi impostati e la sonda di rilevamento della temperatura farà staccare il climatizzatore. In questo caso il risultato raggiunto è quello di aver climatizzato, anche male, un ambiente, tenendo presente che l’impiego di energia elettrica per fare funzionare una 18000 btu/h è superiore a quello che sarebbe stato necessario per uno split dimensionato correttamente.
Continuando, mettiamo il caso in cui, siamo in una stanza diversa da quella dove è posizionato il climatizzatore ed abbiamo necessità di climatizzarla, succede che per ottenere il risultato, che come abbiamo visto non sarà eccellente, dovremmo attendere che l’aria, dopo aver riempito la stanza dove è istallato lo split, si propaghi in quella in cui siamo. In questa circostanza ci sarà, innanzitutto un’attesa perché inizi ad arrivare un po’ di aria, poi non riusciremo ad abbassare la temperatura, in quanto raggiunta, quella impostata, nell’altra stanza il climatizzatore si staccherà. Risultato, anche in questo caso, è un consumo maggiore di quanto avessimo avuto montando in questo ambiente una macchina di potenza adatta.




