Quali miglioramenti energetici si sono affermati sulle lavatrici dall’entrata in vigore della nuova energy label.
 
Il 20 dicembre del 2011 è scattato l’obbligo per il produttore di fornire ogni lavatrice della nuova etichettatura energetica. La normativa comunque consente al venditore di continuare a vendere, anche le lavatrici con la vecchia etichettatura, fino al loro esaurimento.

Allo stato attuale, tutte le lavatrici sono corredate dall’energy label fissata dalla nuova normativa europea, che la vede introdotta in ben 27 paese dell’unione.

Il suo impiego ha consentito di mettere in risalto le migliori prestazioni di tante lavatrici, che fino al giorno prima, sebbene avessero delle prestazioni superiori ad altre, per via della limitazione della precedente energy label, non potevano essere messe in evidenza.

Parliamo in modo particolare, anche se ci sono altri dati, del consumo energetico, che, indicato da una classe, si limitava alla massima eccellenza con la classe A, mentre già sul mercato venivano evidenziate, con del materiale pubblicitario, delle lavatrici con l’appellativo di classe A-10%, A-20% ed A-30%. In buona sostanza delle lavatrici, che con l’entrata in vigore del nuovo regolamento, si sono classificate, esponendo sulla energy label la classe A+, A++ ed A+++, mentre fino al girono prima, con la vecchia tabella energetica, potevano esporre sola la classe A.

Questo ha dettato una non differenziazione delle lavatrici, a svantaggio di quelle con prestazioni migliori, che venivano generalmente catalogate e viste da parte del consumatore allo stesso modo delle altre, essendo evidenziata una stessa classe energetica.

Anche oggi come qualche anno fa, assistiamo ad un processo similare, infatti la continua richiesta di miglioramento delle prestazioni, induce i produttori alla ricerca di tecnologie che ottimizzino le performance degli elettrodomestici.

A tal proposito ci sono delle lavatrici che hanno superato le eccellenti prestazioni della classe A+++, e vantano dei risultati, che chiaramente non possono essere indicati completamente sulla etichettatura, di classe A+++-20% e A+++-10%.

Tale diciture infatti, non sono regolamentate dalla normativa vigente e sono frutto dell’esigenza dei produttori di distinguere, mettendo in evidenza il miglior risultato ottenuto, da queste lavatrici. Pertanto queste “classi” possono essere evidenziate su del materiale pubblicitario, indicate sui cataloghi o trasmesse dagli addetti alle vendite nei negozi, ma non sulla energy label, dove deve essere indicata al massimo la classe A+++.

Vediamo ora, con l’ausilio della tabella sottostante, dove abbiamo preso in considerazioni per ogni portata, due lavatrici, una di classe A+++ reale ed una di classe A+++-20% o A+++-10%, quale sono le differenze in termini di consumo annuale di energia elettrica.

Portata Kg
Classe E. Labell
Consumo annuo
Classe catalogo
Consumo annuo
10
A+++
207 kwh
A+++-20%
173 kwh
9
A+++
199 kwh
A+++-10%
188 kwh
8
A+++
196 kwh
A+++-10%
162 kwh
7
A+++
173 kwh
A+++-10%
145 kwh

Ribadendo che sulla energy label troveremo sempre indicata la classe A+++, la normativa non prevede la classificazione di classi superiori a questa, possiamo vedere come in una 10 kg passiamo da 207 kwh a 173 kwh, con una differenza di 34 kwh annui, approssimativamente 10 euro di corrente in meno. In una 9 kg la differenza è di 11 kwh annui, nella 8 kg di 34 kwh annui mentre nella 7 kg è di 28 kwh annui.

I dati che abbiamo preso come riferimento sono di prodotti attualmente in commercio, c’è da dire per precisare ulteriormente, che il consumo di una classe A+++, nella stessa fascia di portata in kg, può variare leggermente tra i differenti modelli di lavatrici, pertanto è opportuno sempre effettuare un confronto tra i modelli in cui si ha interesse, per avere un dato preciso.

Sebbene sull’energy label non può essere evidenziata una classe superiore alla A+++, è invece indicato il consumo in kwh annui, pertanto a parità di classe possiamo determinare quale sia la più performante. In caso di acquisti dove non è possibile visionarla, rimane come strumento di valutazione la scheda tecnica, consultabile sul catalogo o sui siti dei produttori.

Articolo aggiornato: venerdì 12 aprile 2013

 

 
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Lo sportello della lavatrice che non si apre al termine del lavaggio è sicuramente un guasto abbastanza noioso, in quanto non solo non ci permette di utilizzarla, ma essendo che si verifica spesso al termine di un lavaggio, ci troviamo ad avere gli indumenti all’interno del cestello e quindi non possiamo recuperarli.
 
 
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Il termine low cost, letteralmente basso costo, si è consolidato anche nel mondo degli elettrodomestici, difatti si sente spesso parlare e ancor di più, si va alla ricerca di questi modelli, attratti dal desiderio e soprattutto dalla necessità di risparmiare.
 
 
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Considerati aspetti inerenti le proprie abitudini, la composizione del nucleo familiare, lo spazio ed altri fattori si sceglie una lavatrice con una determinata capacità di carico. Rispetto a qualche anno fa il ventaglio della proposta si è ampliato abbastanza, passando da lavatrici di piccolo carico 3,5 Kg fino ad arrivare, passando da capienze come 5, 6,7,8,9 e 10, agli 11 e 12 kg.
 
 
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Il mancato scarico dell’acqua del lavaggio, in una lavatrice o in una lavastoviglie è da attribuirsi nella maggior parte dei casi ad un difetto della pompa di scarico, che non entra in funzione per un guasto su di essa oppure per un difetto della scheda elettronica che non riesce più a comandarla. In entrambi i casi non si attiva, pertanto non si sente il rumore tipico della pompa di scarico in funzione.
 
 
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Con l’entrata in vigore della nuova regolamentazione energetica per la lavatrice, i produttori hanno l’obbligo di dichiarare a catalogo, non solo il consumo complessivo, indicato in modo molto chiaro sull’energy label, e che si riferisce al lavaggio di un carico pieno di cotone a 60°C, ma anche i risultati dei consumi in altre condizioni.
 
   
 
 
 
 
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Guido da Bologna giorno 12/04/2013
La nuova etichetta energetica per le lavatrici, in modo simile a come era avvenuto per i climatizzatori domestici, si propone di valutare l'elettrodomestico in condizioni più vicine al reale utilizzo, mediando su diversi programmi di lavaggio e di carico. La vecchia etichetta considerava invece solo il lavaggio a 60°C a pieno carico, non garantendo che il produttore avesse posto la stessa attenzione ad assicurare un basso consumo anche in condizioni diverse.
Sta di fatto che la scala adottata per nuova etichetta pare più di "manica larga" (circa un mezzo punto) rispetto a quella vecchia, nel senso che una stessa lavatrice che ora sfoggia una A++ avrebbe potuto anche essere classificata solo come A+ (o A-10%) con la vecchia direttiva europea. Questo suggerisce, al momento di effettuare un nuovo acquisto, di optare per un prodotto che sia migliore di quello vecchio di almeno due classi energetiche, (ad esempio sostituire una A con una A++) altrimenti il risparmio in bolletta sarà assai esiguo.
Altro suggerimento è quello di non acquistare una macchina più capiente del necessario. Nelle lavatrici odierne si utilizza - e viene riscaldata - meno acqua che in passato, mentre le durate dei lavaggi sono più lunghe. La deduzione abbastanza scontata è che una buona frazione, circa un 35% del consumo, è utilizzato per far girare il cestello (contro un 20% delle lavatrici di 15 anni fa) e questo contributo è pressoché indipendente da quanta biancheria ci si mette dentro. Fare bucati riempiendo poco la macchina - ad esempio a metà carico - non conviene affatto, perché la si sfrutta male e alla fine si consumerà appena meno che con quella vecchia.
 
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Buongiorno Guido e grazie per il prezioso contributo.

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