Perché si prende la scossa toccando un elettrodomestico
Prendere una scossa elettrica quando si tocca un elettrodomestico è un’esperienza sgradevole che può destare preoccupazione. Questo fenomeno può verificarsi con lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi, forni e altri apparecchi dotati di parti metalliche esposte. Ma quali sono le cause di queste scariche? Si tratta di semplice elettricità statica o di una dispersione elettrica più seria? Questo fenomeno può essere ricondotto fondamentalmente a cinque fattori, essi possono interessare direttamente l'apparecchio oppure dipendere da cause ad esso esterne. Diciamo subito che in via probabilistica si può affermare che su 100 casi, 5 dipendono dall’elettrodomestico mentre gli altri 95 sono da attribuire all’impianto casalino. Ma, ora entriamo nel dettaglio delle cause, così da farci un'idea precisa, necessaria per capire quali azioni possiamo compiere per risolvere il problema.
Mancanza o inefficienza della messa a terra
Il funzionamento di un apparecchio elettrico prevede il suo collegamento a due fili: la fase e il neutro. La tensione elettrica che alimenta i vari componenti può rilasciare piccole dispersioni di corrente (correnti residue), che in un impianto a norma vengono scaricate a terra attraverso un terzo filo, detto appunto messa a terra. Se questo collegamento è assente, inefficace o malfunzionante, la corrente dispersa può accumularsi sulla carcassa metallica dell’elettrodomestico. In questo caso, quando si tocca l’apparecchio il corpo diventa un conduttore e scarica a terra questa elettricità, provocando una scossa più o meno intensa. Ricordiamo che le vigenti normative prevedono che le abitazioni devono essere dotate di impianti elettrici con messa a terra adeguati, così come le prese devono essere adatte all'inserimento di spine dotate della messa a terra. In mancanza di un adeguato impianto di terra, il fenomeno della scossa si verifica continuamente ogni volta che si tocca l'elettrodomestico, soprattutto quando è in funzione, rendendo evidente la necessità di un controllo dell'impianto elettrico e della messa a terra.
Dispersione di corrente
Anche se la scossa avvertita è la stessa, la causa può essere diversa. In questo caso, il problema è dovuto a un guasto in un componente elettrico all'interno dell'elettrodomestico. Ogni componente è collegato a due fili: la fase e il neutro. Inoltre, è collegato a un terzo filo, quello della messa a terra, che serve a scaricare eventuali dispersioni. Se il componente presenta un difetto o un basso isolamento, può verificarsi una dispersione di corrente che trasferisce tensione alle parti metalliche adiacenti, giungendo per continuità alla struttura dell'elettrodomestico. Di conseguenza, toccando il telaio o altre superfici metalliche si può avvertire una scossa. In sostanza una parte di tensione viene dissipata dalla linea di terra ed una parte prende una strada diversa scaricando sulla struttura metallica dell'apparecchio. Possiamo attribuire la scossa a un componente difettoso, quando siamo certi del buon funzionamento dell'impianto di terra, ma il problema persiste.
Ad esempio in una lavatrice, dei casi di dispersione possono provenire da cablaggi in corto, scoperti o che hanno perso l'isolamento, dalla resistenza in dispersione, dal motore in corto o altro.
Elettricità statica
Passiamo ora a una casistica meno rilevante, ma comunque fastidiosa: l’elettricità statica. Si tratta di una carica elettrostatica che si accumula sulla superficie dell’elettrodomestico, in particolare su parti metalliche isolate dalla messa a terra o su componenti in plastica. Questo fenomeno può verificarsi a causa dello sfregamento dell’aria, dei vestiti o del normale funzionamento del motore e di altri componenti interni, specialmente in ambienti molto secchi. Quando si tocca l’elettrodomestico, la carica si scarica rapidamente attraverso il corpo, provocando una sensazione di scossa. Per ridurre il problema, si può aumentare l’umidità dell’ambiente, controllare il corretto collegamento della messa a terra e pulire le superfici con panni antistatici. Si può riconoscere l’elettricità statica perché la scossa è occasionale e non si ripete immediatamente dopo aver toccato nuovamente l’elettrodomestico.
Problemi alla presa elettrica o alla spina
Un altro possibile motivo per cui si avverte una scossa toccando un elettrodomestico può essere riconducibile a un problema nella presa elettrica o nella spina. Anche in un impianto dotato di messa a terra funzionante, una presa con contatti ossidati o allentati può compromettere il corretto scarico delle dispersioni elettriche. In particolare, se il filo di terra all'interno della presa si è staccato o non è collegato correttamente, la situazione si manifesta esattamente come nel caso di un impianto privo di messa a terra, con le dispersioni che finiscono sulla carcassa dell'elettrodomestico. Anche una spina difettosa, con fili danneggiati o collegamenti interni compromessi, può causare un problema simile. Questa condizione è più frequente quando la spina non è inserita saldamente, quando l’elettrodomestico viene spostato frequentemente, causando allentamenti nei contatti, o in seguito alla sostituzione della spina stessa. Per verificare se la presa è la causa del problema, si può provare a collegare l’elettrodomestico a un’altra presa sicura e funzionante: se la scossa scompare, l’anomalia è probabilmente nella presa originale. In entrambi i casi, per risolvere il problema è necessario smontare la presa e la spina per controllare la correttezza dei collegamenti e, se necessario, ripristinarli.
Per quanto riguarda la spina, un'altra possibile causa della scossa può essere legata alla sua compatibilità con la presa. Negli ultimi anni, molti elettrodomestici sono stati dotati di spine Schuko, che differiscono dalle tradizionali spine italiane. Queste spine presentano due puntali cilindrici per la fase e il neutro, oltre a due contatti piatti laterali, che servono per la connessione alla messa a terra. Se la presa non è compatibile con il sistema Schuko o se viene utilizzato un adattatore non adeguato, il collegamento di terra potrebbe non avvenire correttamente, lasciando l’elettrodomestico privo di scarico per eventuali dispersioni elettriche. In questo caso, la scossa può manifestarsi ogni volta che si tocca la carcassa metallica dell’apparecchio.
L'impianto elettrico di casa potrebbe essere dotato di una messa a terra funzionante, ma presentare prese non predisposte per l'inserimento delle spine Schuko, essendo progettate per le spine tradizionali a tre poli, dove il contatto centrale è dedicato alla terra. In questi casi, è fondamentale evitare di inserire forzatamente una spina Schuko in una presa non compatibile, poiché così facendo il contatto di terra non è collegato, lasciando l'elettrodomestico esposto a possibili dispersioni. La soluzione più sicura è utilizzare un adattatore Schuko certificato, come quello in foto, che garantisca un collegamento adeguato alla messa a terra.
Osservando attentamente un adattatore Schuko, si notano due linguette metalliche sui lati. Se lo aprissimo, vedremmo che queste linguette sono collegate internamente al puntale centrale della spina, ossia al contatto di terra. Quando si inserisce una spina Schuko nell'adattatore, le piastrine della terra entrano in contatto con queste linguette, garantendo la continuità del collegamento alla messa a terra. In questo modo, eventuali dispersioni elettriche vengono correttamente scaricate a terra, evitando il rischio di scosse quando si tocca l'elettrodomestico.
Collegamento ai tubi dell’acqua
In alcune vecchie abitazioni, con impianti elettrici datati o modificati nel tempo, può capitare che la messa a terra sia inefficace o del tutto assente. Per ovviare al problema delle scosse, in passato si adottava la pratica di collegare il filo di terra dell’elettrodomestico ai tubi dell’acqua, quando questi erano in metallo e inglobati nella struttura dell’edificio. Tuttavia, con il tempo, questa soluzione ha rivelato diverse criticità. La presenza di percorsi idrici anomali o la formazione di umidità intorno ai tubi metallici, unita alla capacità dell’acqua di condurre elettricità, ha portato spesso alla comparsa di scosse elettriche, soprattutto toccando contemporaneamente un elettrodomestico e un elemento idraulico, come un lavello o un rubinetto. È importante sottolineare che questa pratica non rappresenta una soluzione efficace, ma solo un palliativo temporaneo. L’unico modo corretto per eliminare definitivamente il problema è l’adeguamento dell’impianto di terra, garantendo un collegamento sicuro e conforme alle normative.
Il problema del collegamento della terra alla tubatura varia tra una casa singola e un condominio. Ad esempio, si potrebbe avere un appartamento ristrutturato con un impianto di terra a norma, mentre in un'unità adiacente la tubatura viene usata impropriamente come scarico per le dispersioni elettriche. Se questa tubatura ha tratti in comune tra gli appartamenti, ad esempio, nel caso di una linea di carico unica per l’intero stabile, potrebbe trasmettere la tensione dispersa da un altro impianto, causando scosse anche in un'abitazione con messa a terra correttamente funzionante.
Da quali elettrodomestici si prende più spesso la scossa
Gli elettrodomestici più soggetti a generare scosse elettriche sono quelli che combinano parti metalliche, componenti elettrici e la presenza di acqua o umidità. Tra questi, lavatrice e lavastoviglie sono tra i più comuni, poiché il contatto con l'acqua e la possibile dispersione elettrica dai motori o dalle resistenze di riscaldamento possono aumentare il rischio di scossa, ovviamente quando la messa a terra è assente o inefficace. Anche forno elettrico e microonde possono causare scosse, a causa delle resistenze e dei trasformatori interni che accumulano tensione. Il frigorifero è un altro elettrodomestico spesso coinvolto, poiché il compressore può creare dispersioni elettriche, che se non scaricate correttamente nella terra finiscono sulla carcassa. Lo stesso vale per l'asciugatrice e per lo scaldabagno elettrico. In generale, gli elettrodomestici con telaio metallico e componenti elettrici in movimento sono quelli più a rischio di provocare scosse, quando la messa a terra non è presente o non svolge correttamente la sua funzione.
Dicevamo che lavatrice e lavastoviglie, anche la lavasciuga, sono elettrodomestici più soggetti alla scossa. In essi la probabilità è maggiore in quanto sono dotati del filtro antidisturbi, un componente a volte rimosso se difettoso, di cui, tuttavia, l'apparecchio non dovrebbe mai esserne privo. Se tolto, l’elettrodomestico continua a funzionare, rilasciando dispersioni elettriche che possono scaricare sul telaio dell'apparecchio. La maggiore possibilità di scossa da questi apparecchi è dovuta alla maggiore combinazione di parti metalliche, componenti elettrici e presenza di acqua, aggiungendo ad esse potenziali malfunzionamenti del filtro.
Cosa fare se la lavatrice o la lavastoviglie danno la scossa
Concludiamo con un riepilogo delle azioni necessarie da intraprendere se si prende la scossa da un elettrodomestico. Abbiamo già analizzato le cause in precedenza, ora ci concentriamo sulle soluzioni pratiche.
Verificare la messa a terra
Il primo passo è verificare se l’impianto elettrico dell’abitazione dispone di una messa a terra. Se la terra è assente o inefficace, è fondamentale contattare un elettricista per adeguare l’impianto e garantire la sicurezza. Un primo controllo può essere effettuato ispezionando le prese elettriche: smontandole, si dovrebbe trovare un filo di colore giallo-verde collegato al terminale di terra della presa. Tutti i conduttori di terra delle prese convergono nelle cassette di derivazione, dove vengono uniti in un unico fascio conduttore. Da qui, il collegamento prosegue fino al quadro elettrico, raggiungendo il dispositivo differenziale (comunemente chiamato salvavita). Dal quadro elettrico, un cavo di sezione maggiore, solitamente da 6 mm² o, in alcuni casi, da 10 mm², si dirama verso una o più paline di terra infisse nel terreno, che garantiscono la dispersione delle correnti di guasto.
Controllare la presa elettrica e la spina
In tal caso è necessario smontare la presa, dopo aver staccato la corrente, e verificare che i tre fili, fase (nero), neutro (blu) e terra sono collegati nei rispettivi punti di fissaggio. Se la presa va bene, ispezioniamo la presa se è integra ed in buone condizioni. In caso di spina Schuko, va verificato che la presa sia compatibile o che si utilizzi un adattatore adatto per garantire la continuità della terra.
Ispezionare il filtro antidisturbi
Un filtro antidisturbi difettoso può causare dispersioni elettriche sulla carcassa dell’elettrodomestico. Se si sospetta un guasto, si può scollegare l’elettrodomestico dalla rete e controllare visivamente il filtro per segni di bruciature o danneggiamenti. In caso di dubbio, è consigliabile sostituirlo (vedi link sopra).
Valutare la presenza di un componente elettrico difettoso
Un guasto interno, come un motore o una resistenza difettosa, potrebbe creare un ponte elettrico tra il componente e la struttura metallica dell’elettrodomestico. Se la scossa è continua e si ripete in modo costante, è possibile che vi sia un problema di questo tipo. In tal caso, potrebbe anche verificarsi il fermo dell'apparecchio in un momento specifico del suo andamento. Ad esempio nel caso di una lavatrice, si potrebbe bloccare senza scaricare o altro. La fase del fermo può essere indicativa per comprendere il componente interessato al potenziale guasto ed eseguire i controlli necessari.
Considerare l’elettricità statica
Se la scossa è occasionale e non si ripete immediatamente al secondo contatto, potrebbe trattarsi di elettricità statica. In questo caso, aumentare l’umidità dell’ambiente o utilizzare panni antistatici per la pulizia può ridurre il problema.
Evitare collegamenti ai tubi dell’acqua
Se l’elettrodomestico è stato collegato ai tubi dell’acqua per sopperire alla mancanza della messa a terra, questa soluzione è inefficace e potenzialmente pericolosa. È fondamentale adeguare l’impianto elettrico con un sistema di messa a terra a norma.
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