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Calcolatore per stabilire la potenza di cui deve disporre il condizionatore.
 
Una volta che si è deciso, se protendere verso l'acquisto di un condizionatore fisso piuttosto che un modello portatile, è necessario stabilire quale potenza scegliere.

Difatti i vari modelli che sono presenti sul mercato, dispongono di potenze termiche diverse e pertanto tra queste potenze dobbiamo scegliere qual è la più indicata per le nostre esigenze.

Per calcolare velocemente la potenza sia in regime di raffreddamento che di riscaldamento necessaria, si può utilizzare il coefficiente 321 per il raffreddamento e 367 per il regime di riscaldamento. Questo numero moltiplicato per i metri quadrati, considerando un altezza standard di 2,7 metri, ci restituisce i BTU/h necessari per l'ambiente in questione. Il metodo ovviamente è indicativo, si basa su una condiziona standard leggermente sovradimensionata, ma non tiene in considerazione fattori oltre lo standard, che possono determinare un carico termico maggiore nell'ambiente.

Inoltre può capitare che su alcuni condizionatori, in modo particolare per i, sulla scheda tecnica, può essere riportata la superficie, quindi metri quadrati o in alcuni casi i metri cubi, che sono in grado di climatizzare. Tale dato viene fornito sulla base di un riferimento comune ai produttori, nell’impiegare 30 Watt per metro cubo di ambiente.

Per calcolare il fabbisogno termico della stanza e conseguentemente identificare la potenza del condizionatore, basta moltiplicare i metri cubi dell'ambiente per 30 ed ottenere la potenza in Watt necessaria.

Ad esempio se avessimo un ambiente di 4 x 5 metri, 20 metri quadrati per un'altezza di 3 metri otterremo 60 metri cubi che moltiplicati per 30 Watt, ci darebbe risultato di 1800 Watt, ovvero una potenza termica di 1,8 Kw, quindi potremmo identificare un condizionatore mono blocco o uno split o altro, che ha una potenza nominale pari o leggermente superiore a tale necessità, per riuscire a climatizzare bene il nostro ambiente.

Tuttavia questo dato dei 30 watt è un dato approssimativo che considera delle condizioni standard, che nella realtà dei fatti non si concretizzano quasi in nessun ambiente. Difatti, potremmo avere un ambiente con un isolamento termico scarso, oppure con una superficie finestrata superiore rispetto allo standard, un ambiente con la presenza all'interno di più persone contemporaneamente o ancora un'esposizione verso il sole, tutti elementi che comportano un carico termico aggiuntivo rispetto allo standard dei 30 watt per metro cubo.

Vediamo quindi come comportarci nel caso in cui i carichi termici, nel nostro ambiente vanno al di là dello standard.

Prospetto watt.

Tenendo come punto di partenza del calcolo i 30 Watt  per metro cubo, se l’isolamento è peggiore rispetto ad una condizione standard dovremmo aggiungere 10 Watt per ogni metro cubo, quindi saliremo a 40 Watt  come coefficiente di moltiplicazione.

Se nell'ambiente ci sono ad esempio mediamente tre persone, dovremmo aggiungere ancora altri 10 Watt, se abbiamo una superficie finestrata abbastanza grande, possiamo aggiungere ancora altri 10 Watt  ed ancora altri 10 Watt se l'esposizione del nostro ambiente è verso sud.

A tutto questo dobbiamo aggiungere infine che se l'ambiente che stiamo considerando è un sottotetto e quindi non ben isolato la base del calcolo, che avevamo visto precedentemente che era di 30 Watt, deve essere aumentata a 50 Watt  o addirittura a 60 o 70 Watt.

Tenendo in considerazione la base dei 30 Watt ed aggiungendo quanto indicato per ogni condizione negativa per l'ambiente, riusciremo ad ottenere il coefficiente più adatto alla nostra reale condizione e riuscire a climatizzare in modo ottimale l’ambiente oggetto delle valutazione.

Fare questa cosa è molto importante in quanto se noi ci tenessimo solo ed esclusivamente al dato dichiarato dal produttore, relativamente alla capacità dei metri quadrati o dei metri cubi, che quel determinato modello di condizionatore riesce a soddisfare, potremmo riscontrare una condizione di non raggiungimento del risultato.

 

 
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Non appena arriva la stagione calda e lo stesso si fa insopportabile, nasce l’esigenza di acquistare un condizionatore portatile per rinfrescarsi.
 
 
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Una forte convergenza, da parte di tutti i produttori di climatizzatori fissi, si è concretizzata nell’impiegare, nella loro produzione, la tecnologia inverter, che invece è poco impiegata nella costruzione di condizionatori portatili.
 
 
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A seconda delle caratteristiche il telecomando del climatizzatore può mostrare una quantità di simboli variabile a seconda delle varie funzioni, di base però troveremo su tutti i telecomandi i simboli che identificano le funzioni basilari del climatizzatore.
 
 
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In un precedente articolo ci eravamo già occupati dei passaggi che erano avvenuti nel tempo, tra i diversi gas del condizionatore, quindi del vecchissimo R 22, al passaggio al gas R407C, per poi arrivare in tempi non molto lontani al più performante e meno inquinante (in caso di dispersione), del gas R410A.
 
 
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Ci siamo soffermati in altre occasioni sull’impiego della modalità di deumidificazione del condizionatore d’aria, che riesce ad asportare l’umidità presente in un ambiente. Abbiamo visto quali sono i limiti del suo utilizzo nel periodo invernale e sancito come essa possa essere impiegata favorevolmente nel periodo estivo.
 
 
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Il gas refrigerante impiegato nei condizionatori d’aria, nel corso del tempo è stato oggetto di valutazioni in merito al suo impatto ambientale, che hanno portato all’abbandono, per legge, di alcuni tipi di gas verso altri con meno impatto di immissioni di HFC nell’ambiente.
 
 

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