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Cosa fare quando dallo split del condizionatore inizia a colare acqua.
 
Una condizione che non raramente si verifica durante l’utilizzo del condizionatore split domestico, per intenderci i modelli che sono attaccati in alto su di un parete, è quella che lo vede gocciolare. Si, durante il suo funzionamento cade dell’acqua.

In buona sostanza dalla parte inferiore dello split, e con precisone dalla zona appena sopra l’uscita dell’aria, lungo tutta questa linea, si potrebbe ravvisare tale fuoriuscita.

Questo situazione si verifica durante l’estate, o meglio dire, quando il condizionatore è impiegato in regime di raffreddamento o di deumidificazione. Nel regime invernale invece non accade. Pertanto se fino a qualche mese prima abbiamo impiegato il condizionatore per riscaldare senza problemi ed ora improvvisamente, utilizzandolo per raffreddare o deumidificare, vediamo fuoriuscire dell’acqua, non si è verificato un guasto, è tutto come prima, ma l’inversione del circuito, legata comunque ad problematica, ha generato il suo manifestarsi.

Prima di capire come ripristinare il corretto funzionamento, è doveroso, al fine di una migliore comprensione del perché accade, spiegare il processo di formazione dell’acqua, che in un funzionamento normale avviene regolarmente.

Nel regime di raffreddamento e deumidificazione, l’aria che si trova all’interno dell’ambiente viene a contatto con lo split (batteria o condensatore o evaporatore) ed oltre a cedere del calore, cede l’umidità in essa contenuta. Il calore viene veicolato verso l’esterno e l’aria privata del calore, quindi fredda reimmessa nell’ambiente. L’umidità viene condensata, sull’evaporatore, che è quella parte al di sotto dei filtri, e gocciolando su di esso, fino in basso confluisce in una vaschetta di raccolta, che a seconda delle esigenze di installazione, in uno dei due buchi, destro e sinistro, è collegato un tubo, che raggiunge l’esterno dell’ambiente, portando tutta l’acqua di condensa fuori.

Ora che abbiamo un quadro ben delineato, veniamo all’anomalia, che è causata da una scarsa manutenzione e pulizia dell’impianto, che crea nel corso del tempo l’accumulo di polvere e sedimenti che possono creare un ostacolo nella vaschetta di raccolta o anche un tappo nel punto di congiunzione con il tubo di scarico o anche sulla sua parte esterna un chiusura. Tutto questo ovviamente non consente il regolare deflusso dell’acqua di condensa, che accumulandosi riempie la vaschetta di raccolta, fino a trasbordare uscendo dallo split.

In questo caso, per ripristinare il corretto funzionamento o deflusso dell’acqua, è necessario, dopo aver staccato l’alimentazione elettrica, smontare tutta la parte che ricopre lo split. Per farlo, iniziamo col togliere la griglia frontale che solitamente è ad incastro, se non si toglie, la lasciamo alzata, al fine di avere accesso alle viti, che si trovano al di sotto e che fissano la scocca al corpo dello split. Ci possono essere due o più viti, a seconda del modello, in ogni caso sono ben visibili e pertanto immediatamente identificabili. Tolte le viti, possiamo procedere con la sua estrazione, ci renderemo conto se ci sono altri punti di fissaggio, magari al centro o in altri posizioni, ad ogni modo ce ne accorgeremo e procederemo liberandole.

La parte superiore invece è bloccata ad incastro, non troviamo mai delle viti, in quanto la posizione di installazione naturale, che lo vede fissato vicino al soffitto, ne impedirebbe il raggiungimento. Gli incastri saranno a pressione, pertanto spingendoli verso l’interno con la punta di un cacciavite, riusciremo a liberarli.Incastro fissaggio scocca condizionatore.

Ora possiamo togliere il tutto ed avere visione di tutte le parti interne, ed in particolare ci concentriamo sulla vaschetta di raccolta, la quale se abbiamo avuto una fuoriuscita di acqua, probabilmente ne sarà piena. Se ne vediamo poca è probabile che c’è un impedimento sul tubo di scarico, potremmo eseguire una verifica versando dell’acqua con una bottiglia e constatare la velocità di evacuazione o al contrario il mancato deflusso con conseguente ulteriore riempimento della vaschetta.

Foro scolo condensa.

Ora se c’è una presenza di sporco, oltre ad eseguire una pulizia e sanificazione totale, possiamo procedere rimuovendo quello presente nella vaschetta o che si trova in prossimità del foro di congiunzione di quest’ultima con il tubo di scarico. Ovviamente questo libera solo la parte inziale del percorso dell’acqua, ma non una potenziale otturazione del tubo. Pertanto per liberalo, utilizzeremo una molla da elettricista, che dobbiamo infilare nel foro di unione e spingere fino in fondo, quindi fino a farla uscire dal lato esterno del tubo in modo da essere certi di liberarlo completamente.

Completate queste fasi, ripristiniamo il tutto e possiamo riutilizzare senza perdita di acqua il condizionatore.

 

 
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Il gas R22 impiegato per i vecchi impianti di climatizzazione, come stabilito da una normativa europea è stato messo al bando già da alcuni anni, a causa della presenza di sostanze gassose lesive per l’ozono.
 
 
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Un dato sul quale molte volte, nella scelta di un climatizzatore, ci si sofferma molto poco, ma che ha una rilevanza molto importante per una buona qualità dell’aria in tutto il periodo dell’anno, ed in particolare in quello più caldo, è la portata d’aria.
 
 
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Per contrastare l’elevata concentrazione di umidità in un ambiente domestico, si può utilizzare un deumidificatore, che nasce in modo specifico per questo scopo, o un climatizzatore d’aria, che oltre a deumidificare riesce a rinfrescare o a riscaldare il locale.
 
 
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L’installazione di un climatizzatore, vagliate le condizioni tecniche necessarie per una corretta messa in opera, necessita nei casi in cui si abiti in un condominio o in una condizione di vicinato, del rispetto di alcune leggi e regolamenti che ne disciplinano le condizioni per l’installazione.
 
 
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Per i climatizzatori d’aria split, destinati al solo raffreddamento, l’energy label cambia volto a partire dall’1 gennaio del 2013. Il cambio dell’etichettatura è mosso dall’esigenza, da parte del legislatore, di mettere in evidenza i miglioramenti delle prestazioni, riferite al consumo energetico, al fine di rendere il consumatore consapevole delle differenze tra i vari prodotti in commercio, e conseguentemente, su tale spinta, ridurre il consumo globale di energia elettrica.
 
 
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Il climatizzatore può essere considerato come un apparecchio in grado di produrre benessere, ci aiuta nella stagione estiva a raffreddare l’ambiente ed eliminare l’umidità, mentre d’inverno a riscaldare le nostre abitazioni, non tutti però sono uguali e, non tutti possiedono le stesse funzioni.
 
 

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