Il cavo che serve per testare senza tester un componente dei un elettrodomestico.
 
Una volta che abbiamo identificato il componente o uno dei componenti che potrebbe essere responsabile del malfunzionamento della lavatrice, della lavastoviglie o altro elettrodomestico, per assicurarci che sia difettoso possiamo in alcuni casi testarlo.

Per farlo è necessario un tester o possiamo farlo con uno “strumento” per l’alimentazione diretta che possiamo costruire da noi. Vediamo ora cosa ci serve e come assemblarlo.

Abbiamo bisogno di una cavo di alimentazione, possiamo usarlo con soli due fili, della lunghezza di 1 metro e mezzo circa. La misura è indicativa in quanto non è legata al funzionamento ma è esclusivamente una questione pratica di impiego.

Sono necessari due faston femmina, due cappucci di protezione, un interruttore acceso spento ed una presa.

Per lavorare necessitiamo di forbici per cavi elettrici, pinza, giravite.

Il cavo di alimentazione possiamo tagliarlo in due pezzi, in quanto una prima parte più lunga si interporrà tra la spina e l’interruttore, l’altra tra quest’ultimo ed i faston.

Togliamo dalle quattro estremità un pezzo di guaina proteggi cavi, da tre circa 1,5 cm, mentre dal quarto anche 5 cm, qui collegheremo i faston.

Sfiliamo un pezzettino di guaina che protegge la rame, su tutti gli 8 fili e con le punta delle dita arrotoliamola in modo che sia facile da inserire negli innesti delle spina e dell’interruttore.

Colleghiamo i fili all’interruttore, in questo caso osserviamo la posizione del pulsante dove da continuità elettrica in modo da posizionarlo verso i faston, così sappiamo che in quella posizione l’interruttore manda corrente. Su alcuni interruttori c’è segnato la posizione I e 0 per indicare su quale c’è il passaggio della corrente.

Successivamente colleghiamo la spina di alimentazione e terminiamo con il fissaggio dei faston. Naturalmente prima di fissarli infiliamo nel filo il cappuccio di protezione, altrimenti successivamente non potremo inserirlo.

A questo punto abbiamo un cavo di alimentazione, che parte con una spina elettrica, più in là del suo centro c’è un interruttore, prosegue con altro cavo e termina con due faston femmina coperti dai cappucci.

Sul cavo di alimentazione si potrebbe anche ovviare alla presenza dell’interruttore, tuttavia è consigliato collegarlo, in quanto nella gestione della mandata della corrente elettrica risulta notevolmente più comodo consentendoci di lavorare in modo meno difficoltoso e più efficiente.

 

 
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Un difetto che si può verificare in una lavastoviglie è quello relativo al non funzionamento della pulsantiera, da dove si accende e si impostano i programmi. In generale ci possiamo trovare difronte a due situazioni differenti, una che la vede non accendersi completamente, l’altra che nonostante sia accesa non consente la selezione dei programmi, dello spegnimento o comunque che parte di essa resti inutilizzabile, non consentendoci di gestirla in base alle esigenze.
 
 
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È a conoscenza diffusa, che per un corretto funzionamento della lavastoviglie deve essere inserito al suo interno il sale. Sul fondo della vasca c’è un contenitore, sigillato con un tappo a vite, che una volta rimosso dona l’accesso al contenitore, nel quale, con un apposito imbuto in dotazione alla lavastoviglie al suo acquisto, si può versare comodamente il sale.
 
 
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Un difetto di funzionamento abbastanza diffuso nella lavastoviglie è il mancato scarico dell’acqua. Tale difetto, può avere origini di natura meccanica oppure elettronica, in quest’ultimo caso o è la scheda fuori uso o un componente elettronico della stessa, che si è bruciato ed impedisce alla scheda di inviare l’impulso alla pompa per lo scarico.
 
 
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Abbiamo visto nell’articolo precedente che il mancato riscaldamento dell’acqua può dipendere dalla resistenza o dalla scheda elettronica, in questo analizzeremo la terza causa del mancato riscaldamento, ovvero il termostato.
 
 
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Avvertire una scossa di elettricità, nel momento in cui si viene a contatto con la lavatrice o la lavastoviglie, è un avvenimento poco piacevole, che ci indica che siamo in presenza di una anomalia. La scossa è avvertita solitamente nel momento in cui, soprattutto in presenza di mani bagnate, si urta il mobile o magari quando dopo aver aperto l’oblò della lavatrice, tocchiamo gli indumenti bagnati.
 
   
 
 

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