Quali sono le modalità in cui opera la funzione automatica del condizionatore d’aria.
 
Un condizionatore d’aria in pompa di calore è dotato di diverse modalità di funzionamento, che gli consento di poter essere impiegato in circostanze e condizioni ambientali differenti. Nella maggior parte dei modelli troviamo quattro modalità: raffreddamento, riscaldamento, deumidificazione e ventilazione, tutte funzioni di cui abbiamo ampiamente parlato in altri articoli.

In questa stesura invece ci soffermeremo su un’altra modalità che non è sempre presente, ovvero quella del funzionamento automatico, che andremo a differenziare dalla ventilazione automatica, che invece è accomunata alle modalità di raffreddamento e riscaldamento, su quasi tutti i modelli.

Partendo da quest’ultima, e come abbiamo detto sopra, nel momento in cui andiamo ad impostare il condizionatore in raffreddamento o in riscaldamento, abbiamo la facoltà di impostare anche un livello di ventilazione, che passa da un minimo fino, attraversando delle velocità intermedie, raggiungere un potenza massima. Oltre alla massima troviamo la modalità di ventilazione automatica, spesso indicata con “auto”.

La ventilazione automatica, gestisce in totale autonomia la velocità del ventilatore, che a seconda della temperatura impostata e di quella che viene rilevata all’interno della stanza, decide di aumentarla o diminuirla. Normalmente si inizia con una ventilazione al massimo della velocità e poi man mano che si sta per raggiungere la temperatura impostata, scende di rotazione, fino a raggiungere un livello minimo, che viene mantenuto per tutto il tempo che la temperatura non subisce innalzamenti importanti, in quel caso la ventilazione aumenta. Questo processo logicamente diventa continuo per tutta la durata del funzionamento in questa modalità.

Questa modalità, come dicevamo in apertura, non deve essere confusa con la modalità automatica, che è un modo di lavorare del condizionatore completamente differente.
La funzione “auto” dà autonomia al condizionatore di scegliere se lavorare in raffreddamento o in riscaldamento, questo avviene successivamente ad un processo di analisi della temperatura esterna e di quella interna da parte delle sonde che le rilevano, una volta stabilita e determinata la differenza, il condizionatore è in grado di capire se raffreddare o riscaldare l’ambiente e pertanto in quale modalità operare.

A questo punto, automaticamente viene stabilita una temperatura ambiente da raggiungere, che normalmente è impostata in modo standard in base all’incrocio dei dati delle temperature interne ed esterne. Ciò significa ad esempio, che se fuori ci sono 34° C la temperatura interna sarà impostata a 26° C, se al contrario fuori ci sono 10°C quella interna sarà regolata sui 22°C. Questi dati sono orientativi e possono variare in base alla marca ed al modello di condizionatore. Vengono riportati esclusivamente per far capire la modalità in cui opera la funzione automatica. Logicamente in funzione di differenti temperature esterne, in automatico quella impostata all’interno può essere diversa e questo può accadere anche durante il funzionamento, nel momento in cui si verificano dei cambiamenti termici.

Allo stesso modo, anche la velocità di ventilazione cambia a seconda del raggiungimento della temperatura impostata, quindi si potrà avere una ventilazione bassa o alta a seconda delle circostanze.

Molto importante per questa modalità, che può risultare molto conveniente nell’affidare all’impianto la scelta delle condizioni ambientali ideali, è sapere che ci sono delle limitazioni intrinseche. Ovvero, fatta eccezione per qualche marca o solo modello, la temperatura scelta dalla macchina non può essere modificata, fatta eccezione la possibilità di aumentarla o diminuirla, solitamente, di 1°C per volta fino ad un massimo di +2°C o -2°C.

Questo per riportarlo ad un caso pratico è sconveniente, pensiamo ad esempio se in estate all’esterno ci sono 40°C, la modalità automatica imposterà una temperatura interna di 26°C, questo comporterà un lavoro enorme per l’impianto che farà molto fatica, lavorando sempre al massimo per raggiungere questa temperatura, diversamente nella sola modalità di raffreddamento potremmo impostare la temperatura su un livello più alto ad esempio sui 30°C ed ottenere un risultato con minor consumo. Lo ricordiamo che anche con 30° C ed una corretta percentuale di umidità, l’ambiente può essere confortevole.

La stessa logica può valere per il periodo invernale dove si possono creare condizioni simili al contrario.

 

 
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Un dato sul quale molte volte, nella scelta di un climatizzatore, ci si sofferma molto poco, ma che ha una rilevanza molto importante per una buona qualità dell’aria in tutto il periodo dell’anno, ed in particolare in quello più caldo, è la portata d’aria.
 
 
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Come è risaputo un condizionatore d’aria fisso, quindi parliamo degli split da parete, anche se i concetti che andremo ad esprimere possono riguardare anche altre tipologie di impianti, espellono acqua durante il loro funzionamento. Tale condizione è del tutto normale e deve verificarsi in modo regolare, altrimenti ci può essere qualcosa che non funziona correttamente.
 
 
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Installare un climatizzatore in fai da te non è possibile a meno che non si possiedano attrezzature e competenze tecniche necessarie. L’opera di installazione di un climatizzatore, così in generale e in maniera superficiale consiste nel collegare l’unità interna a quella esterna. Non c’è necessità, come alcune volte si pensa, di dover immettere del gas nel circuito frigorifero in quanto è già di fabbrica caricato del gas necessario per il suo funzionamento.
 
 
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Un climatizzatore, nella forma tradizionale si compone di due unità, quella interna e quella esterna.
 
 
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Il consumo dei climatizzatori d’aria incide in modo considerevole sul consumo globale di energia elettrica, pertanto il bisogno di ottimizzare o meglio, di ridurre i consumi energetici del mondo, ha spinto il legislatore ha rivedere la normativa che regolamenta l’energy label dei climatizzatori, al fine di rendere il più evidente possibile il consumo di ogni singolo prodotto ed indurre all’acquisto di modelli sempre più a basso assorbimento elettrico.
 
   
 
 

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