Cos’è il vuoto ad un impianto di condizionamento e perché è sempre necessario effettuarlo.
 
Tra le differenti tematiche riguardanti l’installazione e l’impiego di un condizionatore d’aria, c’è un argomento: praticare il vuoto all’impianto, sul quale ci si interroga della reale necessità di effettuarlo in tutte le circostanze.

La pratica del vuoto è una procedura che viene effettuata in fase di installazione di un condizionatore fisso. Dalle differenti disquisizioni e procedure eseguite da alcuni installatori e riportate da diversi consumatori, si evince che è necessario praticarla nel momento in cui c’è una distanza considerevole tra l’unità interna e quella esterna, tralasciandola nel momento in cui questa diventa minima, ovvero nel caso di una installazione spalla a spalla. Ma quanto c’è di vero in questo concetto? In realtà nulla!

Difatti il vuoto all’impianto deve essere praticato in ogni circostanza in quanto, se non fatto, può essere causa di un invalidamento della macchina nell’arco di un periodo più o meno lungo. Quando non viene praticato difatti, il sistema può non presentare nessun problema, funzionando perfettamente inizialmente, per poi cominciare a perdere colpi con il passare del tempo, che consente all’installatore di ritenersi non responsabile di detta condizione ed imputare il difetto a cause non riconducibili all’installazione. Ricordiamo che il difetto di installazione ed il vuoto non fatto lo è, fa decadere la garanzia.

Ora per capire perché è sempre necessario, vediamo a cosa serva in concreto. Per capirlo è necessario stabilire che un impianto si compone da una parte esterna ed uno split interno, in alcuni casi anche di più, ma il concetto resta uguale, uniti da due tubi, uno di mandata ed uno di ritorno. Il gas refrigerante è già presente nell’unità esterna, ma chiuso in essa ermeticamente. Dopo aver collegato le due unità, il gas circola passando da una all’altra tramite i tubi di collegamento. Affinché tutto funzioni correttamente, all’interno del circuito non deve esserci presenza di aria o di acqua, che vi si può trovare sotto forma di vapore, altrimenti questi due elementi ossidano dei componenti interni ed invalidano l’impianto. Dalla semplice perdita di resa, ad un grippaggio del motore o altro. Allo stesso tempo il circuito deve essere ermetico, quindi non deve presentare nessun tipo di dispersione, di foro, di perdita.

La tratta che può essere interessata dalla presenza di queste condizioni è quella relativa ai tubi di mandata e di ritorno impiegati, che come si può intendere, al di la della lunghezza, possono contenere aria ed acqua comunque, quindi sia in caso di una distanza lunga tra il motore e lo split, che di una breve come l’installazione spalla a spalla, ed le tubatura dentro lo split.

La procedura di vuoto serve proprio a verificare che non ci siano le due condizioni descritte, ovvero la presenza di aria e di acqua nel circuito e nessun perdita dello stesso.

Una volta fatte le cartelle e fissato i tubi al motore ed allo split, dai rubinetti del motore e nello specifico da un canale che da accesso alle tubature, quindi un unico canale che partendo dal motore arrivare a percorre tutte quelle presenti nello split, si attacca la macchina del vuoto. Una procedura di vuoto eseguita in modo corretto dura poco più di 30 minuti.

Essa non fa altro che tirare via tutta l’aria e con se la condensa che potrebbe essere presente in tutto questo circuito, man mano che l’aria viene espulsa, si crea il cosiddetto vuoto, che possiamo evincere dal manometro che vede salire la pressione fino ad un certo valore (riportato sui dati tecnici di installazione). Questa deve essere mantenuta stabilmente, in caso contrario, quindi se si verifica una sua diminuzione, significa che siamo in presenza di una perdita, che il più delle volte è da ricondurre alle cartelle, quindi bisogna verificarne la tenuta con una specifica soluzione schiumosa.

Concludiamo col dire che per l’installazione di un condizionatore è indispensabile affidarsi ad un tecnico certificato.

 

 
articoli sul tema:
 
 
Spazio trasparente.


Premesso che ogni condizionatore ha una sua potenza termica e per capirci meglio per tale potenza si intende quella che comunemente è identificata con i btu/h, va detto che nello scegliere un impianto si può commettere un errore grossolano in riferimento a detta potenza.
 
 
Spazio trasparente.


L’1 gennaio del 2013 è entrata in vigore la normativa che impone l’obbligo di utilizzare una specifica energy label per i climatizzatori domestici fino ad una potenza di 12 Kw.
 
 
Spazio trasparente.


Tra un po' arriverà il grande caldo e allora, prima che vi colga impreparati, sarebbe giusto assicurarsi del corretto funzionamento dei condizionatori d'aria. La loro cura è un processo fondamentale per garantire l'efficienza dell'impianto di climatizzazione e scongiurare problemi tecnici che impedirebbero alla macchina di svolgere un buon lavoro.
 
 
Spazio trasparente.


Un impianto di climatizzazione può essere considerato come un insieme di elementi in grado di generare del benessere. Infatti con la sua capacità di variare le condizioni dell’aria nel quale è posizionato, rende l’ambiente confortevole aumentando la sensazione di benessere.
 
 
Spazio trasparente.


L’aria che respiriamo è un elemento fondamentale per il nostro benessere psicofisico. Ogni giorno respiriamo circa 2200 volte e la qualità dell’aria non è sempre buona.
 
   
 
 
 
 

Se non hai trovato quello che cercavi, se vuoi suggerire, commentare o aggiungere qualcosa compila il modulo.

supporto
 
 
 
 
 
 
Foto articolo.
 
 
 

 
Linea
 
lineaPrivacy Policy lineaCookie Policy linea lineaDisclaimerlineaContattacilineacanale you tubelineacanale you tubelineaFan Page FacebooklineaCopiright.lineaiubendalinea
Linea
 
Torna su