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Una probabile anomalia che non è un difetto che induce l’asciugatrice a prolungare la durata di un programma.
 
Nella scelta di un’asciugatrice molte volte prima di effettuare l’acquisto, viene preso in seria considerazione, oltre ai consumi energetici, i tipi di programmi svolti e la durata del ciclo di asciugatura, che può variare nei diversi modelli, anche se non di molto. A dire il vero non sempre si riesce a trovare un riferimento specifico per la durata di ogni singolo ciclo, ma dalla scheda prodotto si può conoscere quella del ciclo standard.

Ora, diamo per assodato di essere in possesso di un’asciugatrice e di conoscere a priori la durata di ogni ciclo o ancora meglio che il modello posseduto, sia dotato di display digitale, che indica una volta impostato il programma, la sua durata complessiva. Niente di meglio, carichiamo il cestello, diamo l’avvio al programma, questo inizia regolarmente, il tempo decresce in modo del tutto regolare sul display, ma ad un certo punto, si blocca, solitamente quando manca poco al termine del tempo previsto, e vi rimane inchiodato, se la sciamo andare, per molto tempo, fino a poi sbloccarsi improvvisamente per poi terminare il ciclo di asciugatura.

Viene subito da pensare che c’è un difetto, che l’asciugatrice non va bene e che deve essere riparata. In realtà un difetto c’è (in alcuni casi può esserci realmente) ma non inerente alla macchina, bensì al carico di biancheria che abbiamo effettuato.

Prima di analizzare il “difetto” del carico, bisogna fare una premessa per capire il meccanismo del funzionamento del ciclo. In generale ogni modello di asciugatrice, indipendentemente dalla marca, ha dei cicli di asciugatura, ed ognuno di essi possiede delle caratteristiche diverse, ovvero possono differire per l’intensità del calore, il tipo di rotazione del cestello, la portata massima di kg asciugabili (dato riportato sul libretto e relativo al singolo ciclo), e la percentuale di umidità residua al termine del ciclo.

Da questo possiamo facilmente comprendere, che per inserire un carico senza “difetti” è assolutamente importante abbinarlo in modo preciso al programma indicato, facendo assoluta attenzione a non superare il carico massimo consentito.

Se al contrario selezioniamo un carico sbagliato rispetto al programma scelto, l’elettronica non è in grado di capire che la tipologia di tessuto inserita, non è idonea a quel ciclo, ma al contempo i sistemi di asciugatura, cercheranno comunque di portarlo a termine con la percentuale di umidità residua corretta.

Difatti i sensori rilevando una presenza di umidità superiore allo stabilito, prolungheranno la durata del ciclo.

Se un ciclo prevede una intensità di calore, che è inferiore rispetto a quella necessaria al tessuto inserito e magari non ci si attiene alla quantità massima del carico, l’asciugatrice, giunta verso la fine della durata “programmata”, rilevando le anomalie tramite i sensori, fisserà il tempo sul display, in un determinato minuto, continuando a mandare calore, nell’intento di risolvere il “problema”, e se risolto ad un certo punto vedremo il tempo residuo diminuire nuovamente, fino alla conclusione del ciclo naturale, altrimenti trascorso il tempo massimo previsto per quell’apparecchio, restituirà un errore.

In conclusione se siamo in presenza di una circostanza simile a quella descritta, la prima cosa da fare è quella di provare ad effettuare dei cicli, facendo molta attenzione al carico massimo e soprattutto dividendo i tessuti per tipologia. Ricordiamo che al termine di ogni ciclo il contenitore della condensa deve essere svuotato ed il filtro pulito.

Nei cicli misti è da tenere in considerazione che per questi si intendono tessuti con percentuali differenti per cotone 50%, poliestere 30%, acrilico 20%. Non vanno assolutamente inseriti tra i misti ad esempio una maglia di lana, un capo esclusivamente sintetico, un capo di solo cotone.

 

 
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Abbiamo già parlato dell’impiego del vapore negli elettrodomestici, in un tempo in cui non si era ancora palesato il suo impiego diffuso nell’asciugatrice. A distanza di tempo l’impiego del vapore nell’asciugatrice ha preso piede e tanti grandi marchi lo impiegano su alcuni dei loro modelli, solitamente sul top della gamma.
 
 
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Terminato il processo di produzione ogni elettrodomestico deve superare una ulteriore fase prima di essere immesso sul mercato per la vendita, il collaudo. Questa fase, precedente all’imballaggio, prevede una serie di controlli ed una verifica del suo perfetto funzionamento.
 
 
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Le asciugatrici Hotpoint Ariston, in caso di difetti di funzionamento rimandano sul display un codice di errore, al quale è abbinato un difetto, un’anomalia, che però non è quasi mai indicata nel libretto di istruzioni, pertanto non si riesce a determinare quale possa essere il motivo del malfunzionamento.
 
 
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Quando durante un ciclo di asciugatura notiamo che il cestello gira molto lentamente oppure gira a singhiozzo, nel senso che in alcuni momenti sembra andare regolarmente ed in altri si blocca, allora è molto probabile che il condensatore di spunto del motore è difettoso.
 
 
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A seconda che ci troviamo di fronte ad una asciugatrice in pompa di calore o a condensazione (resistenza elettrica), il posizionamento deve essere valutato in modo differente. Il motivo è da ricondursi alla differenza di peso che c’è tra le due asciugatrici. Infatti, quella in pompa di calore, avendo al suo interno una serie di componenti, come il motore, il circuito frigorifero, lo scambiatore ed altro è più pesante rispetto ad un modello a condensazione, che internamente è composta da pochi elementi.
 
 
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Nella scelta di un’asciugatrice molte volte prima di effettuare l’acquisto, viene preso in seria considerazione, oltre ai consumi energetici, i tipi di programmi svolti e la durata del ciclo di asciugatura, che può variare nei diversi modelli, anche se non di molto. A dire il vero non sempre si riesce a trovare un riferimento specifico per la durata di ogni singolo ciclo, ma dalla scheda prodotto si può conoscere quella del ciclo standard.
 
 

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