Le cause più comuni per le quali si arresta l’uscita di acqua dal condizionatore ed i rimedi.
 
Come è risaputo un condizionatore d’aria fisso, quindi parliamo degli split da parete, anche se i concetti che andremo ad esprimere possono riguardare anche altre tipologie di impianti, espellono acqua durante il loro funzionamento. Tale condizione è del tutto normale e deve verificarsi in modo regolare, altrimenti ci può essere qualcosa che non funziona correttamente.

Intanto è importante capire il perché e dove si crea l’acqua a seconda della modalità di funzionamento impostata, quindi se in raffreddamento, in riscaldamento o in deumidificazione, la modalità ventilazione non prevede la formazione di acqua.

Per chi vuole può approfondire il funzionamento del condizionatore, ma qui ci limitiamo a dire che dall’aria viene sottratto del calore e con esso anche acqua, per essere molto semplici su una superficie fredda (condensatore) impatta aria e per differenza di temperatura si crea la condensa, proprio come quando in un bicchiere  versando dell’acqua fredda, si formano delle gocce di condensa (acqua) sulla sua superficie.

A seconda delle modalità di funzionamento la condensa si forma all’interno o all’esterno del condizionatore, difatti quando siamo in regime di raffreddamento il condensatore è nello split, quindi contemporaneamente alla sottrazione di calore dalla stanza, si verifica la sottrazione d’acqua. Lo stesso avviene in modalità di deumidificazione, dove però avviene solo il recupero dell’acqua. Diversamente in modalità di riscaldamento, per via dell’inversione del ciclo frigorifero, il condensatore si trova nel motore esterno e quello che prima abbiamo visto verificarsi all’interno si verifica all’esterno.

Foto articolo.In regime di raffreddamento o deumidificazione, l’acqua che si forma sul condensatore (evaporatore), scivolando sulle sue alette, viene raccolta in una vaschetta presente nella parte inferiore dello split, alle cui estremità viene collegato un tubo  (da un lato o dall’altro a seconda delle esigenze di installazione) che conduce l’acqua all’esterno.

Ora a seconda del tipo di installazione ci possiamo trovare davanti a due condizioni differenti, la prima che vede lo split essere in posizione più alta rispetto al motore, pertanto vi è una pendenza adeguata ed il tubo di scarico (linea azzurra curva) dell’acqua viene fatto confluire come nel disegno (A), verso il motore e raccordato al suo scarico (linea azzurra angolo 90°) e poi da questo verso una canalizzazione esterna. La seconda vede lo split montato più in basso rispetto al motore, disegno (B), e pertanto il tubo di scarico (linea azzurra inclinata), dovendo avere la giusta pendenza, non viene raccordato al motore, ma segue un percorso proprio, fino ad essere canalizzato in uno scolo esterno.

In regime di riscaldamento invece avviene tutto all’esterno e pertanto l’acqua di condensa o di sbrinamento segue il percorso che va dal motore alla canalizzazione esterna.

Succede però in alcuni casi che nelle due precedenti modalità di funzionamento non vediamo fuoriuscire acqua dall’esterno, pertanto possiamo trovarci davanti ad un problema, che ora sappiamo essere localizzato in qualche punto del condotto che veicola l’acqua dall’interno all’esterno, e che si manifesta anche con uno sversamento di acqua dallo split. In questo caso dobbiamo controllare che la vaschetta del condizionatore non sia ostruita, che ci sia la giusta pendenza, quindi che il tubo di scarico non faccia delle curve verso l’alto, che impediscono il corso dell’acqua, che il tubo non sia otturato. Potrebbe essere una buona abitudine, sempre che la parte esterna sia facilmente raggiungibile, tappare l’uscita del tubo, chiaramente nel periodo invernale e se non viene impiegato in deumidificazione, per evitare che animali o insetti vi costruiscano nidi tappandolo.

In alcuni casi potrebbe essere normale che non esca dell’acqua, ma questo si verifica solo nel caso in cui l’umidità dell’ambiente è bassa, quindi aria asciutta che evita la formazione di condensa.

 

 
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Nella fase di installazione di un climatizzatore c’è da valutare molto attentamente dove viene posizionata l’unità esterna, ci si sofferma il più delle volte a valutare la migliore posizione per lo split, ma ci si interessa poco di cosa avviene fuori.
 
 
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L’entrata in vigore della nuova energy label per l’etichettatura energetica dei climatizzatori, ha imposto il cambiamento di parecchi dei metodi, precedentemente utilizzati per valutarne i dati tecnici, ed anche l’obbligo di dichiarare altri dati tecnici precedentemente omessi.
 
 
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Il gas R22 impiegato per i vecchi impianti di climatizzazione, come stabilito da una normativa europea è stato messo al bando già da alcuni anni, a causa della presenza di sostanze gassose lesive per l’ozono.
 
 
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Premesso che ogni condizionatore ha una sua potenza termica e per capirci meglio per tale potenza si intende quella che comunemente è identificata con i btu/h, va detto che nello scegliere un impianto si può commettere un errore grossolano in riferimento a detta potenza.
 
 
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L’1 gennaio del 2013 è entrata in vigore la normativa che impone l’obbligo di utilizzare una specifica energy label per i climatizzatori domestici fino ad una potenza di 12 Kw.
 
   
 
 
 
 

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