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Quali sono i fattori che contribuiscono a determinare la potenza termica necessaria ad un corretto dimensionamento del climatizzatore.
 
La scelta del climatizzatore passa attraverso una serie di considerazioni, che vanno dalla marca, alle funzioni particolari di cui possono essere dotati, alla classe di consumo, al prezzo ed a tanti altri fattori tutti di grande importanza. Tra questi ce n’è uno che viene considerato, ma in tanti casi la sua valutazione è effettuata in modo un po’ generico, stiamo parlando della potenza termica.

Ogni climatizzatore infatti ha una potenza termica, ovvero, per semplificare un po’ il concetto, quanto aria calda o fredda, a seconda del periodo, riesce a veicolare in un ambiente. Allo stesso tempo, anche l’ambiente ha  un carico termico, ovvero sempre per semplificare, quanto calore o dispersione di calore, quindi aria fredda è presente in tale ambiente.

Un dimensionamento corretto vuole che la potenza termica del climatizzatore deve essere superiore a quella dell’ambiente. In questo modo ad esempio se in estate nell’ambiente c’è un carico termico di 3 kw, il climatizzatore deve avere una potenza leggermente superiore, per pareggiare e raffreddare l’ambiente. Importante è pertanto la determinazione di questo valore, che nel climatizzatore è indicata nella scheda tecnica, quindi non c’è nessuna difficoltà, mentre per l’ambiente deve essere calcolata.

Nello specifico un ambiente può avere dei carichi termici interni ed esterni, da identificare e sommare per ottenere il valore, che alla fine è la potenza di cui abbiamo necessità per climatizzare l’ambiente.

Iniziamo con lo stabilire che i carichi esterni sono i raggi solari, che apportano calore colpendo le superfici murarie, le pareti che in base al loro isolamento consentono una maggiore o minore isolamento ed infine le finestre o superfici vetrate, attraverso le quali l’aria calda o fredda entra nel nostro ambiente.

La determinazione del carico termico esterno, tuttavia passa attraverso una serie di variabili che è impossibile raggruppare, come la temperatura diversa da zona a zona, dal tipo di infissi montati ed il materiale di cui sono composti, dal tipo di isolante impiegato per la coibentazione dei muri ed altro, quindi tutte variabili soggette alla valutazione, sul posto, da parte di un tecnico specializzato.

Dall’interno invece tutte le apparecchiature di cui si dispone sono fonti di calore, le lampadine, il frigorifero (calore prodotto dal motore), il congelatore, il forno, la tv, il computer ed altro, così come le persone presenti nell’ambiente, apportano carico termico, con la temperatura del proprio corpo.
Al fine di individuare correttamente è bene rivolgersi ad un tecnico specializzato che effettui un sopralluogo per la valutazione di tutte queste variabili.

Di seguito proponiamo una tabella che consente di identificare in base ai metri quadrati la potenza termica necessaria espressa in btu/h, differenziando il dato tra il raffreddamento ed il riscaldamento. La tabella si riferisce a delle condizioni standard ed ad ambienti con una altezza di 3 metri. Nel caso di ambienti con condizioni estreme è opportuno maggiorare la potenza proporzionalmente alle condizioni.

Mq
Riscaldamento btu/h
Raffreddamento btu/h
5

2149

2456

10

3940

4503

15

5373

6141

20

7165

8188

25

9134

10645

30

10747

12283

35

12539

14330

40

14330

16377

45

16121

18424

50

17913

20472


Da notare come in regime di riscaldamento la potenza necessaria è inferiore a quella di raffreddamento, questo è dovuto al fatto che tutti i carichi di calore, in inverno giocano a vantaggio del riscaldamento dell’ambiente.

Articolo aggiornato: sabato 26 luglio 2014

 

 
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Buongiorno Luca, in realtà se gli ambienti sono separati dovresti optare per un split per ogni ambiente, ad ogni modo considerando come se fosse un ambiente unico installerei il modello FH35, ha una potenza nominale sufficiente ed un massimo abbondante.

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