Suggerimenti forniti dall’indice di Thom per impostare la temperatura del climatizzatore.
 
Un aspetto molto importante, in relazione al trattamento dell’aria e del benessere fisico è rappresentato dal grado di umidità presente nell’aria. In altri articoli e commenti si è più volte affrontato il tema dell’umidità e della percentuale ideale che ci deve essere in un ambiente per non avvertire disagio.

L’umidità è motivo di fastidio in particolar modo nella stagione estiva ma a volte anche nelle altri stagioni dell’anno e, lo può essere sia per la sua eccessiva concentrazione, che per la scarsa presenza. In questo caso ci soffermiamo sulla sua presenza e, come incide sul benessere ed il  fastidio fisico, durante il periodo estivo, per poi soffermarci su elettrodomestici come il climatizzatore per capire come può essere utilizzato al meglio per creare del benessere in tale circostanze.

Prima di analizzare questi prodotti e come il loro funzionamento influisce sul controllo dell’umidità presente nell’aria, dobbiamo precisare che il grado di disagio in base all’umidità presente in un ambiente viene avvertito in modo diverso da persona a persona. In linea generale esiste però un indice che ci fornisce dei dati precisi che determinano la sensazione di benessere o fastidio.

L’indice di Thom, è utilizzato per determinare il grado di disagio in presenza di una temperatura variabile dai 21°C ai 47°C. L’indice ci dice che:

Al di sotto dei 21°C
non si avverte disagio o benessere generalizzato;
Da 21°C a 24°C
il disagio è avvertito da meno della metà della popolazione;
Da 25°C a 27°C
più della metà della popolazione avverte disagio;
Da 28°C a 29°C
la maggior parte della popolazione avverte disagio ed un deterioramento dello stato fisico e mentale;
Da 30°C a 32°C
tutti avvertono un forte disagio;
Oltre i 32°C
stato di emergenza sanitaria con rischi di colpi di calore.

La tabella riportata in alto, fornisce tutte le indicazioni, incrociando la percentuale di umidità alla temperatura e evidenziando con una gradazione di colori che passa dal celeste intenso, che esprime una sensazione di benessere, ad una scala di colori che giungono, passando attraverso posizioni intermedie, al rosso, che esprime uno stato di emergenza medica.

Fatta questa premessa ed avendo a disposizione questa tabella, possiamo regolarci meglio riuscendo a capire come utilizzare ed ottimizzare l’uso del climatizzatore.

Ad esempio se ci trovassimo in una giornata con una temperatura di 32°C ed una percentuale di umidità del 25%, siamo in zona rossa, ma abbassando di solo un grado ci togliamo dallo stato di emergenza. Seguendo la formula, utilizzata per impostare la temperatura interna: TE/2+10=TI otteniamo 32/2+10= 26°C interni andandoci a posizionare in zone di disagio limitato.

Alcuni climatizzatori sono dotati di specifiche funzioni che sono in grado di rilevare temperatura ambiente e percentuale di umidità ed in base a queste controllare automaticamente la velocità di ventilazione e la temperatura.

 

 
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Quando il caldo è torrido e ci troviamo in presenza di una percentuale di umidità particolarmente elevata, abbiamo il desiderio di rinfrescare l’ambiente nel quale ci troviamo il più velocemente possibile.
 
 
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Abbiamo, già, in altri articoli affrontato l’argomento, stabilendo dei parametri utili per la determinazione della potenza termica, di un climatizzatore, necessaria al raffreddamento ed al riscaldamento di un ambienteò.
 
 
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Oggi vogliamo mettere in risalto una differenza molto importante tra i climatizzatori inverter, che se ben valutata, ci può garantire una migliore ottimizzazione del consumo energetico.
 
 
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Può capitare alcune volte di essere disorientati quando nell’acquisto di un condizionatore, in questo caso parliamo di Mitsubishi, ci viene proposto un modello di una determinata potenza, con una specifica sigla e poi una con la stessa potenza con una sigla diversa.
 
 
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Prodotto prettamente estivo è preso d’assalto nei negozi nelle giornate o nei periodi con picchi di calore oltre la media, per generare un po’ di aria e godere del refrigerio per superare giornate e notti afose.
 
 
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Per effettuare una corretta climatizzazione di un ambiente deve essere determinata la giusta potenza del climatizzatore, il carico termico presente nella stanza e la corrispettiva quantità di btu/h necessari a bilanciarlo.
 
 
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Diversamente per quanto avviene in altri elettrodomestici, nei climatizzatori d’aria fissi e portatili la classe non si riferisci strettamente al consumo energetico dell’apparecchio ma alla sua efficienza.
 
 
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Oggi affrontiamo un argomento o meglio una domanda che tante persone si pongono quando devono climatizzare la loro casa. Prima di recarsi da un installatore tante persone nella loro mente concretizzano il pensiero che montando un climatizzatore nel corridoio possono riuscire a climatizzare tutto un appartamento; in realtà la cosa è molto differente dall’idea che ci siamo fatti.
 
 
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Oltre alle anomalie di carattere generico che un po’ tutti i condizionatori fissi (split) dei diversi produttori possono manifestare, ci sono le anomalie o meglio dei difetti di funzionamento che sono tipiche di ogni condizionatore e che vengono indicati con dei codici che compaiono sul display del condizionatore o del telecomando.
 
 

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