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La successione delle varie fasi durante il processo di riscaldamento del climatizzatore.
 
In questo articolo cerchiamo di tracciare tutte le fasi che si susseguono durante il funzionamento del climatizzatore in funzione di riscaldamento. La successione di avvenimenti che andiamo a descrive non deve necessariamente seguire in tutti i casi la stessa sequenza, in quanto questa può variare tra i vari modelli ed in base alle condizioni climatiche.

Innanzi tutto ribadiamo il concetto che il climatizzatore, non produce calore, ma lo veicola soltanto da un ambiente ad un altro, pertanto d’inverno grazie al circolo del gas refrigerante al suo interno, lo preleva dall’esterno e lo porta all’interno.

Premuto il pulsante di avvio del riscaldamento (simbolo del sole),  abbiamo impostato il climatizzatore in riscaldamento. Prima che inizi ad uscire aria calda possono passare alcuni minuti, il climatizzatore si sta preparando all’inversione del circolo del gas, quindi bisogna pazientare e non premere continuamente i vari pulsanti del telecomando. Si rischia altrimenti di fare impazzire il climatizzatore dando comandi diversi in maniera troppo repentina.

Atteso il tempo necessario, comincia ad uscire un po’ di aria calda, ed a seconda dell’impostazione della velocità di ventilazione, nell’arco di pochi secondi da quando è iniziata ad uscire l’aria calda, aumenta il flusso di ventilazione.

Il climatizzatore continua ad emanare calore in maniera continua fino al raggiungimento della temperatura. Ancora una volta in base alla velocità di ventilazione, questa sarà costante, o diminuirà lentamente se impostata su automatico, fino al raggiungimento della temperatura impostata.

In tutta questa fase ci sono dei momenti in cui il climatizzatore sembra non funzionare, arrestando completamente il suo funzionamento o mandando aria fredda anziché calda. Questo processo è del tutto normale, succede infatti che dopo un po’ di tempo della sua accensione, viene effettuato un processo di sbrinamento, ovvero la parte esterna del climatizzatore, dove passa il gas molto freddo, a contatto con l’aria fredda esterna, tende a ghiacciarsi. Si rende pertanto necessario una procedura per far sciogliere la brina formata sull’evaporatore, per evitare che il climatizzatore vada in blocco di funzionamento.

Questo processo può essere diverso tra i diversi climatizzatori, in base alla tecnologia che utilizzano per farlo, alcuni infatti sono impostati in modo automatizzato, effettuando questo processo in modo cadenzato ogni tot tempo, altri invece hanno un sistema che si accorge se l’evaporatore è ghiacciato o no e si comporta di conseguenza.

Questa differenza comporta nel primo caso, indipendentemente dalla temperatura esterna, delle fasi di sbrinamento, quindi con un fermo di calore all’interno dell’abitazione, anche nei casi in cui la temperatura non è eccessivamente fredda all’esterno, quindi non c’è ghiaccio sull’evaporatore. Nel secondo caso invece si assiste ad una fase di sbrinamento solo se necessario e conseguentemente senza nessuna perdita di calore per l’ambiente.

La fase di sbrinamento può avvenire con una ventilazione ad aria fredda all’interno dell’ambiente o nei migliori modelli con il blocco di emanazione di aria dal climatizzatore.

Finita questa fase riprende il normale funzionamento con l’immissione di aria calda continuando in modo ciclico il processo di riscaldamento.

Articolo aggiornato: martedì 10 novembre 2020

 

 
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Il consumo dei climatizzatori d’aria incide in modo considerevole sul consumo globale di energia elettrica, pertanto il bisogno di ottimizzare o meglio, di ridurre i consumi energetici del mondo, ha spinto il legislatore ha rivedere la normativa che regolamenta l’energy label dei climatizzatori, al fine di rendere il più evidente possibile il consumo di ogni singolo prodotto ed indurre all’acquisto di modelli sempre più a basso assorbimento elettrico.
 
 
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In un'altra articolo abbiamo affrontato l’argomento inerente al limite di riscaldamento di un condizionatore durante il periodo invernale. In questa stesura ci occupiamo invece del suo limite nel mandare aria calda nella mezza stagione.
 
 
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Prima dell’entrata in vigore della nuova regolamentazione energetica, per i condizionatori d’aria split, il calcolo della classe di efficienza veniva effettuato senza tenere in considerazioni la modulazione della potenza (climatizzatore inverter) e la temperatura esterna ed interna dell’area geografica di installazione del condizionatore.
 
 
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Abbiamo già parlato di anomalie di carattere generale che i diversi impianti di condizionatori fissi dei differenti produttori possono manifestare, ma nello specifico di ogni produttore ed addirittura in alcuni casi differenziandosi per modello, ci sono dei codici specifici per ognuno di loro, che vengono restituiti sul display o sul telecomando per comunicarne il difetto.
 
 
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In linea generale il dimensionamento di un impianto di climatizzazione consiste nell’identificare la potenza termica di cui necessita l’ambiente, in cui deve essere installato, per essere climatizzato.
 
 
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Qlima è il nuovo marchio della Zibro, azienda abbastanza conosciuta nel settore degli elettrodomestici con le stufe a combustibile liquido, che per il raffrescamento estivo propone due linee di condizionatori portatili.
 
 
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Giuseppe da Casandrino giorno 10/11/2020
Quando accendo il mio condizionatore ad aria calda parte subito la ventola dell'unità interna mentre l'unita esterna rimane ferma. Anche tenendolo acceso per più di mezz'ora. Nella modalità aria fredda va benissimo.
 
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Buongiorno Giuseppe, premettendoti che la ventola esterna può comportarsi in modo differente in base al modello del condizionatore, quindi girare, fermarsi, rallentare etc. deve comunque girare. Se non avviene, intanto prova a rimetterlo in freddo, per vedere se va, penso che tu ti riferisca nel dire che va all’ultima accensione. Se non va il difetto è di natura elettronica, quindi scheda o qualche fusibile. Prova pure a spegnere staccare la corrente e riprovare.

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